Il SubAddressing spiegato semplice…
Ti è mai capitato di aprire la casella di posta e pensare: “Ok, basta, oggi mollo tutto e vado a fare il pastore in montagna”? Succede quando newsletter, ordini, avvisi, spam e “ti sei registrato qui 3 anni fa” arrivano tutti nello stesso calderone. In pratica, il caos.
A questo punto, di solito, qualcuno prova a correre ai ripari con soluzioni “classiche”:
- creare nuove caselle di posta dedicate
- usare gli alias.
La prima strada è quella più intuitiva: una casella per il lavoro, una per gli ordini online, una per la newsletter, una per “lo userò solo per questa volta, giuro”. Funziona, perché separi davvero i mondi e puoi dare accessi diversi a persone diverse, ma ha un prezzo: più account da controllare, più password da ricordare, più configurazioni su smartphone e PC e, se usi un servizio professionale, spesso anche più costi ricorrenti.
Gli alias invece sono una via di mezzo interessante: indirizzi diversi che puntano tutti alla stessa casella principale. In pratica puoi avere mail1@, mail2@, mail3@, ma leggere tutto dallo stesso punto senza dover fare login multipli. Molto comodo, soprattutto per ruoli “funzionali” (tipo info@, fatture@, supporto@), e puoi anche indirizzare gli alias a caselle reali differenti (o in copia su più di una) ma con un limite: l’alias va creato nel pannello di controllo del servizio di posta elettronica e se non sai nemmeno dove si trova, devi chiedere ad un tecnico….

La soluzione con il SubAddressing
La buona notizia è che esiste un trucchetto furbo, si chiama SubAddressing (o +Addressing), ed è un modo semplice per mettere ordine nella tua email professionale senza creare mille caselle diverse.
Che cos’è il SubAddressing (in parole povere)
Facciamola facile: il SubAddressing è come mettere un’etichetta sul tuo indirizzo email, senza cambiare davvero casella (per sentirsi hacker senza avere competenze informatiche).
Se la tua email è, per esempio, mariorossi@, con il +Addressing puoi usare varianti tipo:
- mariorossi+newsletter@
- mariorossi+ordini@
- mariorossi+fatture@
Tutte queste email arrivano comunque alla stessa casella, ma tu puoi riconoscerle al volo e farle finire in cartelle diverse tramite regole automatiche sul server di posta o sul programma di posta. In pratica hai tanti “sottindirizzi” senza dover attivare nuovi account. (se non sai creare le regole… beh, il tecnico ti serve per forza).
In pratica è come creare degli alias: un solo indirizzo “vero”, tanti alias intelligenti che ti aiutano ad organizzarti meglio.
Perché il SubAddressing è utile nella vita di tutti i giorni
Qui viene il bello, perché il SubAddressing (o +Addressing) ti semplifica davvero la giornata.
Puoi usarlo per:
- Iscriverti alle newsletter: mariorossi+newsletter@
- Registrarti agli ecommerce: mariorossi+online@
- Gestire i social: mariorossi+social@
- Separare lavoro e amministrazione: mariorossi+lavoro@ da mariorossi+privato@ (ma questo lo sconsiglio con tutte le mie forze: lavoro e mail private DEVONO viaggiare su indirizzi differenti).
A cosa ti serve, concretamente?
- Vedi subito da dove arriva un’email solo guardando l’indirizzo a cui è stata inviata.
- Puoi creare filtri automatici: tutte le mail con “+ordini” finiscono nella cartella “Ordini”, tutte quelle con “+newsletter” nella cartella “Newsletter”, e così via.
- Se una newsletter esagera, ti basta filtrare o bloccare solo quell’alias, senza toccare la tua email principale.
È un po’ come avere tanti campanelli sullo stesso appartamento: uno per i corrieri, uno per gli amici, uno per le rotture di scatole. Sai già chi sta suonando, prima ancora di aprire la porta.
Privacy e controllo: capire chi “vende” la tua email
Qui arriviamo alla parte un po’ più “detective”. Il SubAddressing ti permette di capire chi tratta bene i tuoi dati… e chi li sparge in giro come coriandoli a Carnevale.
Immagina questo scenario:
- Ti iscrivi a un sito con mariorossi+sito1@
- Dopo qualche mese, inizi a ricevere spam su quella mail ma da aziende che non hai mai visto prima
Conclusione? Qualcuno ha passato in giro il tuo indirizzo (o il sito è stato bucato), e tu lo capisci al volo perché quello specifico alias lo usavi solo lì. (Sherlock Holmes spostati!!!).
Cosa puoi fare in questi casi:
- Creare un filtro per cestinare tutto ciò che arriva a quell’alias “compromesso”
- Disiscriverti (quando possibile) sapendo esattamente da dove arriva il problema
- Valutare l’etica del sito e relativo proprietario.
In pratica, il subaddressing diventa un piccolo sistema di allarme per la tua privacy.

I limiti del SubAddressing (perché sì, qualche difetto ce l’ha)
Sarebbe bello dirti che è la bacchetta magica, ma non lo è. Il +Addressing ha anche delle criticità, e meglio conoscerle prima di innamorarsene troppo.
I problemi più comuni sono:
- Alcuni siti NON accettano indirizzi con il “+” perché usano controlli sull’email, oppure decidono di bloccarli apposta per limitare registrazioni multiple.
- Memorizzare tutte le varianti create. Se ti registri da qualche parte come mariorossi+etichetta@ e poi, al recupero password, scrivi solo mariorossi@, il sistema non ti riconosce: per lui sono due indirizzi diversi. Stesso discorso per la disiscrizione da un servizio: ricordati quindi che tag hai usato ogni volta.
- Mancata gestione sul server di posta. In alcuni ambienti aziendali più vecchi o con configurazioni strane, il server di posta potrebbe non gestire correttamente il subaddressing, soprattutto se ci sono filtri o gateway intermedi un po’ “gelosi” delle regole.
Nulla di drammatico, ma è bene sapere che non è sempre rose e fiori. La buona notizia è che i servizi di email professionale più moderni lo supportano sempre meglio proprio perché è utile nella vita reale.
Come usare il SubAddressing senza impazzire
Ora la parte pratica: come lo usi senza trasformare la tua testa in un file Excel con trenta colonne?
Qualche linea guida semplice:
- Parti con pochi alias “fissi”: ad esempio +newsletter, +ordini, +social, +clienti
- Usa sempre gli stessi pattern: non oggi +news e domani +newsletter_shop_blackfriday_2025
- Collega gli alias a regole semplici nella casella di posta:
- tutto ciò che arriva a +newsletter va in una cartella dedicata
- tutto ciò che arriva a +ordini resta evidenziato o marcato come importante
- Se vuoi dividere per sito o fornitore, crea una regola da seguire SEMPRE (!!!): Il nome del sito, il nome dell’azienda (con o senza srl, snc), con le sole iniziali, etc… Non improvvisare ogni volta o diventerà peggio che ricordare le password!
Così il SubAddressing diventa un’abitudine, non l’ennesimo problema da gestire.
Pensa a quando apri la posta al mattino: invece di una lista infinita di messaggi tutti insieme, hai già “messo in fila” newsletter, ordini, clienti e notifiche varie. In pratica, meno stress e più controllo, senza aggiungere altri account o strumenti da imparare.

+ addressing ed email professionale: perché è ancora più utile se lavori
Se hai una tua attività, sei freelance o gestisci una piccola azienda, il SubAddressing (o +Addressing) sull’email professionale non è solo un giochino da nerd: è proprio uno strumento di lavoro.
Qualche esempio concreto:
- Separare richieste clienti e amministrazione:
- info+amministrazione@
- info+supporto@
- Distinguere richieste dai form del sito:
- info+contatto@ per contatti generici
- info+preventivi@ per preventivi (ovviamente)
- Gestire collaboratori e fornitori:
- info+work@
Tutte le email finiscono nella stessa casella, ma tu puoi dare priorità, organizzare meglio le risposte e avere una vista molto più pulita di chi ti scrive e perché grazie alle regole e agli automatismi che puoi creare.
È un modo semplice per fare un salto di qualità nell’uso della posta, senza dover “studiare informatica”.
Una nota importante: serve un servizio che lo supporti bene
Perché tutto questo funzioni in modo fluido, serve che il tuo servizio di posta elettronica supporti davvero il +Addressing e lo gestisca in modo intelligente. Non basta che “a volte funzioni”: deve essere pensato anche per un uso professionale, con filtri, affidabilità e assistenza seria alle spalle.
Altrimenti rischi di trovarti a metà strada: sulla carta hai il subaddressing, ma poi quando ti serve davvero… iniziano i compromessi.
Vuoi sfruttare il SubAddressing sul serio? Parliamo di WebeeMail
Se leggendo fin qui ti è venuta voglia di mettere un po’ d’ordine nella tua email professionale, sei sulla strada giusta. Il passo successivo è usare uno strumento progettato per questo.
WebeeMail è un servizio di posta elettronica professionale pensato proprio per liberi professionisti e PMI, che integra nativamente il SubAddressing per aiutarti a:
- organizzare meglio le tue email
- mantenere separati clienti, fornitori, newsletter e ordini
- avere una posta più pulita e più facile da gestire ogni giorno
Non ti sto dicendo “corri e compra adesso”: il punto è capire se questo modo di lavorare con la posta può davvero alleggerirti la giornata e farti risparmiare tempo (e nervi).
Se vuoi vedere come il +Addressing e il SubAddressing possono funzionare concretamente nel tuo caso, oppure se vuoi un fornitore di un servizio professionale che ti permetta di avere flessibilità nelle capacità delle caselle, assistenza di primo livello direttamente con me, servizi di Alias, regole automatiche, backup delle caselle di posta etc. etc… contattaci e chiedi informazioni su WebeeMail.
Parliamone, guardiamo insieme la tua situazione e capiamo se può essere la soluzione giusta per la tua email professionale, senza tecnicismi inutili e senza promesse da televendita.